Festa sotto el Campanil ← Torna al sito
Lettera del parroco

Siamo un cantiere in festa

Il cantiere per la ristrutturazione della scala, dei servizi e del salone è in corso. Ci troviamo in mezzo a questo cantiere, e per certi versi sembra ostacolare un po' la «festa sotto el campanil» di quest'anno. Il salone non è utilizzabile, il chiostro sembrava non agibile.

Potremmo lamentarci… potremmo chiederci se anche questo non sia un messaggio.

Forse più che avere un cantiere in casa, noi siamo un cantiere. Proprio nel senso pieno del termine. Proprio il senso vero della «festa», che si è sempre proposta come laboratorio della comunità.

Sentirvi un cantiere, riflettere su questa realtà ci aiuta tantissimo.

Siamo in crescita, «work in progress». Non siamo «a posto», ma stiamo lavorando con tutte le competenze e i materiali che abbiamo, anzi, che siamo a disposizione. L'obiettivo non è l'efficienza ma l'accoglienza. Il risultato sono le persone che si sentono «sdoganate» da ogni forma di efficientismo e perfezionismo, da ogni etichetta, piedestallo o fossa; libere di esprimere la cosa più preziosa che ciascuno ha: il proprio poter donarsi per far crescere la comunità.

«L'obiettivo non è l'efficienza ma l'accoglienza.»

Anche il cantiere che è in corso negli ambienti parrocchiali non è finalizzato semplicemente al «tutto a norma», ma all'offrire spazio sicuro, confortevole e accogliente alle persone, per potersi incontrare, confrontare e crescere.

Il ritornello di una canzone dice: «Chiesa di mattoni, nò! Chiesa di persone, sì!». Chiesa non nel senso di recinto, ma nel suo significato pieno: persone che si incontrano perché si sentono chiamate e accolte.

Le tante cose che compongono la festa hanno proprio il senso del costruire.

Viviamo ogni momento e proposta come opportunità di sentirci parte di qualcosa che si sta costruendo. Accettando che nel cantiere ci sia anche confusione, disordine, cose non finite e perfette… altrimenti che cantiere è?

don Amos

Parroco di San Floriano